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domenica 8 giugno 2014

Botteghe

"A ogni passo, botteghe chiuse; le fabbriche in gran parte deserte; le strade, un indicibile spettacolo, un corso incessante di miserie, un soggiorno perpetuo di patimenti."   (cap. XXVIII, pag.502)



mercoledì 21 maggio 2014

Filatoio

"Arriva al paese del cugino; nell'entrare, anzi prima di mettervi piede, distingue una casa alta alta, a più ordini di finestre lunghe lunghe; riconosce un filatoio, entra, domanda ad alta voce, tra il rumore dell'acqua cadente e delle rote, se stia lì un certo Bortolo Castagneri." (cap. XVII, pag.319)









"Lasciando ora questo nel soggiorno de' guai, dobbiamo andare in cerca d'un altro, la cui storia non sarebbe mai stata intralciata con la sua, se lui non l'avesse voluto per forza; anzi si può dir di certo che non avrebbero avuto storia né l'uno né l'altro: Renzo, voglio dire, che abbiam lasciato al nuovo filatoio, sotto il nome d'Antonio Rivolta." (cap. XXIII, pag.598)








giovedì 15 maggio 2014

Castello

"Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, que1 borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli,[...]" (cap. I, pag.6)

"I magistrati ch'ebbero i primi l'avviso di quel che accadeva, spediron subito a chieder soccorso al comandante del castello, che allora si diceva di porta Giovia; il quale mandò alcuni soldati."
(cap. XIII, pag.238)

"Il castello dell'innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d'un poggio che sporge in fuori da un'aspra giogaia di monti" (cap. XX, pag.355)







Il castello è stato da sempre il simbolo del potere temporale, sede di sovrani, nobili e cavalieri, ma anche luogo ove ripararsi dagli attacchi nemici. 

Nel romanzo ne vengono citati molti, tra cui quelli di don Rodrigo e dell'Innominato,